Proprio in questi giorni si parla molto – e spesso a sproposito – della Corte Penale Internazionale.
Se ne è parlato con riferimento alla richiesta di arresto spiccata dal Procuratore Karim A.A. Khan nei confronti di rappresentanti di Hamas e dello Stato di Israele, se ne parla con riferimento a una presunta denuncia presentata dal Geneva International Peace Research Institute (GIPRI) nei confronti della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.
Ebbene, troppa è la superficialità con cui ormai anche diversi organi di stampa discettano di vicende che hanno una collocazione rigorosa e specifica nell’ambito del diritto internazionale; una di queste è il funzionamento della CPI e l’iter del procedimento attraverso il quale la stessa giunge a una condanna, o a un’assoluzione, di un individuo – ricordiamo che la responsabilità penale è personale -.
Ecco allora alcune informazioni da tenere presenti, ad uso di coloro che abbiano voglia di capire o di approfondire il tema.
La CPI agisce solo sui crimini più gravi di rilevanza internazionale e deve rispettare rigorosi standard probatori.
Chiunque può presentare una denuncia presso la Corte Penale Internazionale (CPI), indipendentemente dalla sua nazionalità o dal suo status.
Ecco i principali soggetti che possono presentare una denuncia:
Individui:
- Vittime dirette di crimini internazionali.
- Testimoni oculari di crimini internazionali.
- Qualsiasi persona che abbia informazioni sui crimini commessi.
Gruppi e organizzazioni:
- Organizzazioni non governative (ONG) che si occupano di diritti umani e giustizia internazionale.
- Gruppi della società civile, come associazioni di vittime o movimenti sociali.
- Istituzioni accademiche e think tank che conducono ricerche sui crimini internazionali.
Stati:
Gli Stati parte dello Statuto di Roma della CPI possono riferire alla Procura situazioni in cui sembrano essere stati commessi crimini di competenza della Corte.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite:
IL Consiglio può deferire alla CPI situazioni in cui sembrano essere stati commessi crimini internazionali.
Il Procuratore della CPI:
Il Procuratore può avviare autonomamente un’indagine su una situazione in cui sembrano essere stati commessi crimini internazionali.
La CPI non accetta denunce anonime: chiunque presenti una denuncia deve identificarsi e fornire i propri contatti, in modo che la Corte possa eventualmente richiedere ulteriori informazioni.
Presentata la denuncia, ecco i passaggi e le procedure che ne seguono:
Ricevimento e valutazione iniziale:
- La denuncia viene ricevuta dalla Cancelleria della CPI, e viene esaminata per verificare che rientri nella competenza della Corte.
- Se la denuncia sembra essere ammissibile, viene trasmessa all’Ufficio del Procuratore.
Valutazione da parte del Procuratore:
- L’Ufficio del Procuratore esamina attentamente la denuncia e le prove fornite, valutando se vi siano basi ragionevoli per aprire un’indagine.
- Può richiedere informazioni supplementari al denunciante e/o ricorrere ad altre fonti.
Autorizzazione per l’apertura di un’indagine:
- Se il Procuratore ritiene che ci siano sufficienti basi per procedere, chiede l’autorizzazione della Camera Preliminare.
- La Camera Preliminare esamina la richiesta e può autorizzare l’apertura dell’indagine.
Indagini approfondite:
- Una volta autorizzata l’indagine, il Procuratore conduce indagini approfondite, raccogliendo ulteriori prove, ascoltando testimoni e analizzando il contesto del presunto crimine.
Emissione di un mandato d’arresto o di citazione a comparire:
Se le prove raccolte sono sufficienti, il Procuratore chiede alla Camera Preliminare di emettere un mandato d’arresto o una citazione a comparire.
Processo e sentenza:
- Se gli imputati vengono arrestati e consegnati alla CPI, inizia il processo.
- La Camera di primo grado giudica la causa ed emette una sentenza di condanna o assoluzione.
Il processo è in genere lungo e complesso, nel rispetto del contraddittorio e delle garanzie richieste da un processo penale.
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