Ognuno di noi ha un proprio modo di guardare il mondo.
Ogni tanto è lecito chiedersi se il proprio modo di analizzare la realtà che ci circonda scaturisca dal fatto che ragioniamo come avvocati, oppure se abbiamo deciso di intraprendere questa carriera a partire dal nostro modo di ragionare.
Quale che sia la risposta, il risultato è che spesso il nostro sguardo sulle cose è sempre teso a cogliere particolari di segno logico-giuridico.
Oggi parliamo di Squid Game, la serie TV sudcoreana su un gruppo di persone che partecipano a un gioco di sopravvivenza, firmando un contratto che li priva di qualsiasi tutela, in cambio di un cospicuo premio in denaro.
I partecipanti sono persone che, per ragioni diverse, hanno contratto ingenti debiti e non sono in grado di ripagarli.
L’indebitamento in Corea del Sud è una conseguenza della crescita economica degli ultimi 30 anni che, come spesso succede, ha contribuito ad accentuare le diseguaglianze sociali (pensiamo anche al tema trattato nel film Parasite) e le pressioni sociali su milioni di sudcoreani che, come ha scritto il Korea Times, “devono ora lottare contro il lato oscuro di quella crescita”.
Guardando il tutto dalla prospettiva dell’avvocato italiano, emergono almeno una manciata di temi.
Innanziutto, il sovraindebitamento: i soggetti a cui non si applica la legge fallimentare, che possono essere piccoli imprenditori, professionisti e privati, possono proporre ai propri creditori un piano di pagamento rateizzato, approvato dal Tribunale, o un accordo in cui si propone il versamento di una certa quota di patrimonio.
Poi la donazione di organi e i c.d. atti di disposizione del proprio corpo:
- donazione inter vivos: strettamente regolamentata da leggi e protocolli che ne definiscono, tra l’altro, procedure operative, eventuali controindicazioni cliniche per il donatore e modalità di adesione. Si possono donare in vita il rene (Legge 26 giugno 1967 n. 458) e una porzione del fegato (Legge 16 dicembre 1999 n. 483); in quest’ultimo caso si parla tecnicamente di “split”. Dal 2012 è consentito anche il trapianto parziale tra persone viventi di polmone, pancreas e intestino (Legge 19 settembre 2012 n. 167); queste ultime tipologie di donazione non si sono tuttavia ancora svolte nel nostro Paese. Gli atti di diposizione del proprio corpo sono, a norma del Codice civile, gli atti con i quali un soggetto può acconsentire a diminuzioni transitorie della propria integrità fisica, vale a dire di parti del proprio corpo. Rimangono al contrario vietati, di regola, gli atti di disposizione del proprio corpo che comportino una diminuzione permanente dell’integrità fisica o che siano contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume.
- donazione post mortem: a meno che una persona rifiuti esplicitamente (in vita), i suoi organi e tessuti utili potranno essere utilizzati per effettuare dei trapianti (dopo il decesso).
Sotto una diversa prospettiva, si deve ammettere che la cessione dei diritti corporei già esiste: pensiamo ad attori, cantanti, modelli, ballerini che stipulando una polizza assicurativa mettono al sicuro la propria faccia, voce, corpo.
Ma si potrebbe parlare anche dell’energia, del pensiero e del tempo “ceduto” nello svolgimento di un lavoro, spesso per un tempo lunghissimo.
Il lavoro non viene più eseguito con la coscienza orgogliosa di essere utili, ma con il sentimento umiliante e angosciante di possedere un privilegio concesso da un favore passeggero della sorte.
Simone Weil
Parlando di Squid Game c’è chi ha scomodato il concetto di “capitalismo etico”, ma è davvero così?
Se un sistema lascia ai partecipanti la scelta se farsi o meno sfruttare o morire di fame seppelliti dai debiti, si tratta davvero di una scelta? Con una più equa distribuzione della ricchezza, ci sarebbe davvero bisogno di partecipare a uno Squid Game?
Squid Game è un gioco a somma zero (nella teoria dei giochi, un gioco a somma zero descrive una situazione in cui il guadagno o la perdita di un partecipante è perfettamente bilanciato da una perdita o un guadagno di un altro partecipante in una somma uguale e opposta): è vero che ci sono moltissimi soldi in palio, che poi è come dire che gli “organizzatori del gioco” hanno le risorse per risolvere i problemi di tutti, o di molti. E però no, non lo fanno, premiando invece chi si conquista un posto al sole calpestando o uccidendo gli altri.
In altre parole, il più grande benessere per pochissimi: l’esatto contrario di quanto sosteneva Bentham (“The greatest happiness for the greatest number”).
In Italia per fortuna abbiamo la Carta costituzionale, che riconosce e garantisce i diritti e i doveri dei cittadini, dettando per la prima volta principi solidaristici, e il Codice Civile, che viene da una lunga tradizione romanistico-napoleonica.
In Italia uno Squid Game non sarebbe possibile: esiste l’istituto della rescissione, che è un rimedio volto a togliere efficacia a un negozio giuridico (con effetto retroattivo), giustificato dalla sproporzione fra le prestazioni contrapposte che consegue all’abuso delle condizioni di debolezza (per stato di pericolo o stato di bisogno) di una delle parti.
Esistono anche la nullità (quando il contratto è affetto da un vizio che lo rende invalido fin dall’inizio) e l’annullabilità (in caso di incapacità a contrarre o quando il consenso è stato dato per errore, estorto con violenza o carpito con dolo).
Siamo qui per riaffermare la vitalità attuale e perenne degli ideali che animarono la nostra lotta. Questi ideali sono la libertà e la giustizia sociale, che – a mio avviso – costituirono un binomio inscindibile, l’un termine presuppone l’altro; non può esservi vera libertà senza giustizia sociale e non si avrà mai vera giustizia sociale senza libertà.
Sandro Pertini – Camera dei deputati, 1970
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