Site icon STUDIO LEGALE MASSIMINI

LA SINTASSI DEL CRIMINE – ISRAELE, HAMAS E LA CONVENZIONE SUL GENOCIDIO DEL 1948

Il genocidio, inteso come l’uccisione, la distruzione o lo sterminio intenzionale di gruppi o di membri di un gruppo in quanto tale, ha iniziato ad essere disciplinato come fattispecie autonoma solo pochi anni dopo il processo di Norimberga. 

Proprio la circostanza che le atrocità perpetrate dai nazisti rappresentassero un unicum rispetto agli altri massacri commessi nel XIX secolo spinse la comunità internazionale ad agire, adottando, nel 1948, la Convenzione sul genocidio. 

Infatti, sebbene l’antisemitismo fosse un’ideologia antica e particolarmente diffusa, lo sterminio degli ebrei ha assunto dimensioni e modalità tragicamente nuove, poiché si è tradotto nella rigorosa e totale eliminazione di tutto ciò che appartenesse a quello specifico gruppo con la volontà di annullare e cancellare totalmente l’esistenza di quel popolo dal genere umano.

La risposta immediata a porre le basi per evitare e prevenire la commissione di nuovi stermini fu la Convenzione sulla Prevenzione e Punizione del Crimine di Genocidio del 1948 (Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide, approved and proposed for signature and ratification or accession by General Assembly resolution 260 A (III) of 9 December 1948, entry into force: 12 January 1951, in accordance with article XIII), dichiarativa del diritto consuetudinario vigente.

L’art. II della Convenzione così recita: 

Article II

In the present Convention, genocide means any of the following acts committed with

intent to destroy, in whole or in part, a national, ethnical, racial or religious group, as

such:

(a) Killing members of the group;

(b) Causing serious bodily or mental harm to members of the group;

(c) Deliberately inflicting on the group conditions of life calculated to bring about its physical destruction in whole or in part;

(d) Imposing measures intended to prevent births within the group;

(e) Forcibly transferring children of the group to another group.

In altre parole, perché vi sia la configurazione di genocidio, non basta che sia commesso uno o tutti gli atti sopra citati, ma che sussista l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte il gruppo preso di mira

Accanto all’elemento oggettivo, sussiste, dunque, un elemento soggettivo (la c.d. mens rea).

Comunque la si pensi al riguardo della innegabilmente cruenta risposta armata posta in essere da Israele a seguito del devastante attacco del 7 ottobre 2023, tale azione non è, secondo il diritto internazionale, configurabile come genocidio

Mancano infatti sua l’elemento oggettivo, ovvero un gruppo nazionale (“national”), etnico (“ethnical”), razziale, (“racial”) o religioso (“religious”)che quello soggettivo, ovvero l’intenzione di distruggere (“intent to distroy”).

Lo stesso non può dirsi per l’azione posta in essere da Hamas, e ciò a prescindere dai reiterati richiami alla “proporzione” con particolare riferimento al numero delle vittime. 

Senza voler in questa sede fare una disamina di un tema complesso come l’antisemitismo, che ha radici antiche, basti qui ricordare che lo statuto di Hamas riporta con estrema precisione gli obiettivi del movimento stesso.

Nell’introduzione dello Statuto originario (1988) è richiamata una citazione di Hasal al- Banna, politico e religioso egiziano, ideologo e fondatore dei Fratelli Musulmani, uno dei più importanti e influenti movimenti politici e religiosi del mondo islamico: 

“Israele esisterà e rimarrà esistente fino a quando l’Islam non lo annullerà come ha annullato ciò che era prima di esso”.

Frase, questa, che suona come l’enunciazione chiara di una “soluzione finale” che preveda in ogni caso l’annientamento di Israele.

Del resto, All’Articolo 2 dello Statuto del 1988 Hamas si proponeva come la diramazione palestinese dei Fratelli Musulmani.

Emblematico in questo senso è l’art. 7 dello statuto: 

“Il Profeta – le preghiere e la pace di Allah siano con Lui – dichiarò: “L’Ultimo Giorno non verrà finché tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno, e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra o l’albero diranno: O musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo nascosto dietro di me, vieni e uccidilo; ma l’albero di Gharqad non lo dirà, perché è l’albero degli ebrei” (citato da al-Bukhari e da Muslim)”.

All’ Articolo 28 si indicava ancora: 

“L’ invasione sionista è un attacco feroce che non ha pietà di usare tutti i mezzi bassi e spregevoli per adempiere ai suoi obblighi; dipende enormemente dalla sua penetrazione e dalle sue operazioni di intelligence di organizzazioni segrete sue propaggini come la massoneria, il Rotary e i Lions club e altre reti simili di spie e altre strutture segrete o pubbliche che funzionano a beneficio e sotto la guida del Sionisti. I sionisti sono dietro il traffico di droga e alcol a causa della loro capacità di facilitare il loro controllo e l’espansione. I paesi arabi che circondano Israele sono invitati a aprire le frontiere ai mujaheddin in modo che possano unire i loro sforzi con i Fratelli musulmani di Palestina».  

La parte finale dell’art. 22 dello statuto, così recitava: 

“A proposito delle guerre locali e mondiali, ormai tutti sanno che i nostri nemici hanno organizzato la Prima guerra mondiale per distruggere il Califfato islamico. Il nemico ne ha approfittato finanziariamente e ha preso il controllo di molte fonti di ricchezza; ha ottenuto la Dichiarazione Balfour e ha fondato la Società delle Nazioni come strumento per dominare il mondo. Gli stessi nemici hanno organizzato la Seconda guerra mondiale, nella quale sono diventati favolosamente ricchi grazie al commercio delle armi e del materiale bellico, e si sono preparati a fondare il loro Stato. Hanno ordinato che fosse formata l’Organizzazione delle Nazioni Unite, con il Consiglio di Sicurezza all’interno di tale Organizzazione, per mezzo della quale dominano il mondo. Nessuna guerra è mai scoppiata senza che si trovassero le loro impronte digitali. “Ogni volta che accendono un fuoco di guerra, Allah lo spegne. Gareggiano nel seminare il disordine sulla Terra, ma Allah non ama i corruttori” (Corano 5, 64)”.

Da ultimo, il passaggio all’Articolo 32:

“lo schema sionista non ha limiti, e dopo la Palestina cercherà di espandersi dal Nilo all’Eufrate. Quando avrà digerito la regione di cui si è cibato, guarderà avanti verso un’ulteriore espansione, e così via”

Nel 2017, allo statuto sono state apportate alcune modifiche, tra cui l’omissione dell’espresso richiamo alla Fratellanza Musulmana.

Si tratta invero di modifiche largamente formali, e non sostanziali.

Al riguardo, Israele viene definita (art. 14) 

“il giocattolo del progetto sionista e la sua base di aggressione”.

 e Hamas rifiuta (art. 20) 

“qualsiasi alternativa alla piena e completa liberazione della Palestina, dal fiume al mare”

nonché

“Hamas considera la creazione di uno Stato palestinese pienamente sovrano e indipendente, con Gerusalemme come capitale sulla falsariga del 4 giugno 1967, con il ritorno dei rifugiati e degli sfollati alle loro case da cui sono stati espulsi, come una formula di consenso nazionale

dove appare evidente il richiamo alla situazione precedente alla guerra dei sei giorni, senza riconoscimento dello Stato di Israele.

Del resto, Ismail Haniyeh, leader indiscusso della Striscia di Gaza, ha di recente ben spiegato la posizione di Hamas al riguardo degli attacchi terroristici: 

“Abbiamo bisogno del sangue delle donne, dei bambini e degli anziani per risvegliare dentro di noi lo spirito rivoluzionario… per spingerci ad andare avanti”.

Da ultimo, citiamo l’art. 16: 

“Hamas non lotta contro gli ebrei perché sono ebrei, ma lotta contro i sionisti che occupano la Palestina

Ma qual è, esattamente, la differenza tra voler eliminare gli ebrei “in quanto tali” o in quanto difensori del proprio diritto ad esistere in pace?

Al riguardo, Herbert Pagani nella sua Arringa per la mia terra (1975), così risponderebbe anche oggi: 

Oggi, anche se mi fa orrore, sono costretto a dire “mi difendo, dunque sono”. 

Exit mobile version